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Quando l'Intelligenza Artificiale entra nella Pubblica Amministrazione: l'esperienza del Comune di Rende

13 ore fa
Tempo di lettura: 3 min


C'è un momento in cui capisci che l'Intelligenza Artificiale è uscita dalla fase delle conferenze, delle slide e dei dibattiti tra addetti ai lavori. Quel momento arriva quando ti trovi davanti un'aula piena di dipendenti pubblici che ti chiedono, molto semplicemente: "Ok, ma domani mattina questa cosa come la usiamo nel nostro lavoro?".


È la sensazione che ho avuto durante il percorso formativo dedicato all'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale per il personale del Comune di Rende, articolato in più edizioni e rivolto a un numero molto ampio di dipendenti dell'ente. Un'iniziativa inserita all'interno di un programma di formazione per la Pubblica Amministrazione che aveva un obiettivo preciso: trasformare la curiosità verso l'AI in competenze concrete.


Negli ultimi anni si è parlato molto di trasformazione digitale della PA. Spesso, però, il dibattito è rimasto confinato alla tecnologia: software, piattaforme, infrastrutture, interoperabilità. Tutti elementi importanti, ma non sufficienti.


La vera transizione digitale inizia quando cambiano le competenze delle persone.

Per questo motivo mi ha colpito l'attenzione e il livello di partecipazione incontrato durante il percorso. Non c'erano specialisti IT interessati a una nuova tecnologia. C'erano professionisti che ogni giorno gestiscono documenti, procedimenti, comunicazioni, rapporti con cittadini e imprese. Persone che volevano capire come l'AI possa alleggerire attività ripetitive e liberare tempo per attività a maggior valore.

Ed è proprio qui che emerge un equivoco molto diffuso.

L'Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione non significa sostituire le persone. Significa aumentare la capacità delle persone di lavorare meglio.


Durante le esercitazioni ci siamo concentrati su casi concreti: sintesi di documenti complessi, preparazione di bozze, organizzazione delle informazioni, supporto alla ricerca normativa, analisi di contenuti e produzione di comunicazioni più efficaci. Attività che assorbono una quantità enorme di tempo e che possono beneficiare di strumenti capaci di accelerare la prima elaborazione delle informazioni.


La distinzione fondamentale è questa: l'AI può supportare il lavoro, ma la responsabilità rimane umana. Può proporre una sintesi, ma non validarla. Può suggerire un testo, ma non approvarlo. Può organizzare informazioni, ma non assumere decisioni amministrative.

È una differenza che nel settore pubblico diventa ancora più importante, perché trasparenza, correttezza procedurale e responsabilità non possono essere delegate a un algoritmo.


Un altro aspetto interessante è stato osservare come l'interesse verso questi strumenti non provenisse da un singolo ufficio. La domanda di innovazione attraversa ormai tutta l'organizzazione. Segno che la transizione digitale non è più un tema tecnico: è un tema organizzativo.

Quando decine di persone appartenenti a funzioni diverse iniziano a ragionare sugli stessi strumenti e sullo stesso linguaggio, l'innovazione smette di essere un progetto sperimentale e diventa un cambiamento culturale.

E forse è proprio questa la lezione più interessante che porto con me dall'esperienza di Rende.


Molto spesso si immagina la Pubblica Amministrazione come un contesto lento, prudente e distante dall'innovazione. La realtà che incontro sempre più frequentemente è diversa. Trovo amministrazioni che vogliono capire, sperimentare e costruire competenze. Non perché l'Intelligenza Artificiale sia una moda del momento, ma perché la pressione a fare di più con tempi e risorse limitate è ormai una sfida quotidiana.

L'AI, in questo scenario, non rappresenta il traguardo della trasformazione digitale.

Rappresenta piuttosto una nuova fase del percorso.

Una fase in cui la domanda non è più "che cos'è l'Intelligenza Artificiale?", ma "quali processi possiamo migliorare mantenendo qualità, controllo e responsabilità?".

Ed è probabilmente questa la domanda che accompagnerà la Pubblica Amministrazione nei prossimi anni.

 
 
 

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