TRANSIZIONE DIGITALE

Il Piano Transizione 4.0 sostituisce i precedenti Impresa 4.0 e Industry 4.0 e rappresenta l’indirizzo di politica industriale dell’Italia. Dopo il secondo anno dell’era Covid-19, la transizione digitale è considerata la vera leva per rilanciare il Paese. Molti i fondi e gli incentivi a supporto, come ad esempio quelli previsti dal PNRR. Tuttavia, denari e strumenti digitali non bastano: bisogna investire sulle competenze e sull’acquisizione di un nuovo metodo di lavoro.

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IL MIO
SUPPORTO

Stando a quanto evidenziato dagli indicatori del DESI (Report sul grado di innovazione digitale dei paesi membri dell’Unione europea), emerge un quadro non troppo rassicurante. Il basso livello di competenze informatiche, sia di base che avanzate, delle risorse umane del settore privato e pubblico indica la necessità di investire in modo importante proprio sul capitale umano. Diventa quindi strategico pensare ad un processo di riconversione professionale, in assenza del quale potrebbero innescarsi disparità economiche e sociali difficilmente ricomponibili.

La crescente domanda di servizi impone su tutti i fronti (cittadini, imprese e Pa) un progressivo, ininterrotto e constante avanzamento nelle competenze digitali, richiedendo anzitutto un investimento importante per la creazione delle competenze digitali necessarie.
 

L’assenza di strumenti, la carenza di un’idonea connettività e soprattutto la mancanza di competenze abilitanti (le cosiddette “key competence”) potrebbero impedire forme di sviluppo economico e lavorativo ad alto valore aggiunto, generando una sorta di emarginazione socio-digitale


È proprio per questi motivi che oggi reputo importante mettere a disposizione di clienti e partner le mie conoscenze, le mie competenze ed le esperienze vissute in prima persona, sia nella mia azienda, sia seguendo numerosi clienti, con l’intento di fornire un supporto nella gestione del cambiamento e nella gestione della transizione digitale.

Esperienze, storie, racconti