Digital Transformation e Intelligenza Artificiale: governare il cambiamento nelle grandi organizzazioni industriali
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Non capita tutti i giorni — almeno a me — di essere coinvolto in aziende che hanno fatto la storia dell’industria automotive, in Italia e nel mondo. Oggi concedetemi quindi, con misura, un momento di legittimo orgoglio professionale: voglio raccontarvi il mio coinvolgimento come esperto di intelligenza artificiale all’interno di un percorso formativo realizzato a fianco di Marelli, realtà globale che rappresenta da decenni un punto di riferimento per l’innovazione industriale.
Detto questo, la notizia interessante non sono io. La vera notizia è che la trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale non sono più temi “di innovazione”, ma condizioni strutturali per la competitività delle grandi organizzazioni manifatturiere.
Nel settore automotive, oggi attraversato contemporaneamente da elettrificazione, software‑defined vehicle, ridefinizione delle supply chain e pressione competitiva globale, il digitale non è più una funzione di supporto. È diventato architettura portante del modello industriale.
In questo contesto, tecnologia, organizzazione e leadership non possono più essere trattate come domini separati. La Digital Transformation efficace non coincide con l’adozione di nuove piattaforme o con l’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale, ma con la capacità di ripensare processi decisionali, modelli organizzativi e competenze manageriali lungo l’intera catena del valore.
È una dinamica ben nota a gruppi industriali complessi come Marelli, global supplier dell’automotive impegnato da anni in percorsi avanzati di innovazione digitale, AI applicata alla manifattura, supply chain intelligente e software‑defined vehicle. In organizzazioni di questa scala, il digitale diventa un fattore abilitante di resilienza, prima ancora che di efficienza.
Parallelamente, il contesto macroeconomico e regolatorio europeo — PNRR, politiche per la transizione digitale e industriale, investimenti in AI, dati e competenze — sta ridefinendo il perimetro delle responsabilità manageriali. La domanda non è più se adottare l’intelligenza artificiale, ma come governarla in modo sostenibile, responsabile e orientato al valore.
Da qui nasce l’esigenza di percorsi formativi evoluti, capaci di integrare:
Digital Transformation Management
Design Thinking applicato ai processi industriali
Open Leadership e modelli di gestione condivisa
Intelligenza Artificiale come leva operativa per progetti, team e decisioni
È all’interno di questa cornice che si colloca il corso “Digital Transformation Management: Strategie, Leadership e Innovazione per guidare il cambiamento”, erogato per Marelli (sede di Bologna) grazie a Randstad HR Solutions srl e rivolto a manager, team leader, responsabili di funzione, innovation e HR.
Un percorso che affronta la trasformazione digitale non come tema tecnologico, ma come sfida sistemica, organizzativa e culturale.
Nel corso delle attività formative sono stati esplorati casi concreti di utilizzo dell’intelligenza artificiale per:
migliorare la gestione di progetti complessi
supportare modelli di leadership distribuita
aumentare la qualità delle decisioni manageriali
abilitare nuove forme di collaborazione uomo‑macchina
In questo contesto sono intervenuto come docente sui temi dell’intelligenza artificiale applicata al management, portando framework, casi d’uso e strumenti operativi maturati in contesti enterprise. Un contributo che si inserisce in un disegno più ampio, dove AI, strategia e persone diventano elementi inseparabili del cambiamento.
Perché oggi, soprattutto nelle grandi organizzazioni industriali, la vera innovazione non è tecnologica ma manageriale. E l’intelligenza artificiale ne è già parte integrante.




