Iniziative & Sviluppo, consorzio cooperativo per lo sviluppo locale


Mi fa un certo effetto pensare a come sarebbe stata drasticamente diversa la mia vita se non si fossero presentate, una dopo l'altra, tante piccole coincidenze, che prese una ad una sembrano avere così poca importanza, ma che hanno tanto influito su alcune scelte fondamentali del mio vissuto e oggi continuano, per fortuna, ad influenzare pesantemente il mio presente ed il mio futuro. E non posso che essere in debito verso queste "strane coincidenze", così strane da essere contro ogni legge probabilistica, così indispensabili e necessarie oggi per farmi andare avanti. Così fu anche per Iniziative & Sviluppo Consorzio Cooperativo a r. l., vale a dire per quella strana organizzazione in cui m'è capitato di imbattermi, dove ho dapprima lavorato gratis e poi come dipendente, nella quale credo di avere riversato in passato tante aspettative, molto impegno e parecchio lavoro. Oggi Iniziative & Sviluppo è un'entità con cui non ho più nulla a che vedere, ma è innegabile che abbia pesantemente influito sulla mia vita e sul percorso che con orgoglio posso dire d'aver imboccato. L'atto costitutivo del consorzio è datato 11 aprile 2000, ma in realtà tutto cominciò molto prima. Al sottoscritto Iniziative & Sviluppo venne presentato quando qualcuno già l'aveva pensato al punto d'averne già fatto stendere una bozza di statuto. Così fu anche per la cooperativa Il Chiese, che nella prima bozza di atto costitutivo manco figurava e alla quale si sarebbe proposto di aderivi solo all'ultimo, quasi per necessità, visto che stava per nascere un Consorzio di cooperative che avrebbe dovuto occuparsi di progetti di sviluppo socio-economico-culturale di vario genere da promuovere in Giudicarie e in particolare in Valle del Chiese. Ma perché nasceva un simile Consorzio? Quali obiettivi ci si poneva? Penso sia a tal proposito opportuno ricordare che nel 2000 stava per giungere a completamento l'azione del Progetto Leader II, durato all'incirca un triennio, gestito dalla Provincia Autonoma di Trento attraverso il Consorzio BIM del Chiese. In Valle del Chiese erano piovuti qualcosa come 8 miliardi di vecchie lire, serviti a finanziare numerosi progetti di sviluppo agricolo-turistico. Si era trattato perlopiù di lavori di ripristino ambientale, di valorizzazione di percorsi naturalistici e via discorrendo. In più, come per ogni piano di sviluppo territoriale che si rispetti, anche nel caso del Leader II non indifferenti erano state le risorse dedicate ad attività di studio e consulenza, di analisi dei bisogni, di pianificazione a livello marketing ecc. ecc.. Contemporaneamente stava prendendo sempre più piede l'idea del Patto Territoriale, di cui in Valle del Chiese per la prima volta s'era sentito parlare in occasione del convegno intitolato "Il Chiese è una Città", promosso nella primavera del 1999 a Condino proprio dalla cooperativa Il Chiese, alla presenza di quel Lorenzo Delai che era da poco stato eletto alla guida del Trentino. Insomma non si può certo dire che la Valle del Chiese non fosse terreno fertile, dal punto di vista culturale e non solo, pronta quindi a recepire input e a tradurre le idee in progetti. In questo contesto e in questo senso, credo, oggi molti politici locali sostengono che Iniziative & Sviluppo Consorzio Cooperativo a r. l. sia figlio del Leader e dei Patti Territoriali, benché sia nato su iniziativa privata di quattro cooperative, che ricordo in ordine alfabetico: Ascoop, Bucaneve Servizi, Il Chiese, L'Ancora. Mi ricordo come fosse oggi, quel sabato pomeriggio, in cui vennero a presentarci la bozza di statuto Tiziano Salvaterra e Carlo Lucchi, rispettivamente presidente e caposindaco della cooperativa L'Ancora di Tione. C'erano Giuliano Beltrami e Gianni Poletti per la cooperativa Il Chiese. C'era anche Mauro Maestri, della Bucaneve Servizi, anch'egli curioso di vedere la proposta di atto costitutivo preparato dagli amici tionesi. Ed io, beh, avevo avuto la fortuna d'esserci lì anch'io, un po' per caso e un po' per via di quelle strane coincidenze di cui raccontavo prima. Certo, potrei prenderla alla lontana e raccontare dei miei cinque anni trascorsi a tenere la prima nota per la contabilità della cooperativa, potrei ricordare quando con alcuni amici s'era fatto nascere il Gruppo Gi.U.Sto. (giovani universitari storesi ma non solo). Ma credo che altrove vadano ricercate quelle strane coincidenze che mi fecero incappare, pardon incontrare Iniziative & Sviluppo. Il 23 luglio del 1999 il sottoscritto aveva finito di matematicare in quel di Povo e di lì a due mesi avrei iniziato a frequentare presso la Facoltà di Economia un master di un anno sulla gestione delle cooperative e degli enti No-profit. La strana coincidenza è che seguii alcune ore di lezione incentrate sull'analisi di statuti di enti e società No-profit, proprio qualche settimana prima che la coppia Lucchi-Salvaterra venisse a presentare la bozza di atto costitutivo. Andai a quell'incontro come uditore e da lì fu un attimo ritrovarsi prima in Consiglio di Amministrazione del nascente consorzio come rappresentante della cooperativa Il Chiese e successivamente come presidente di Iniziative & Sviluppo, su comune accordo delle quattro cooperative appena consorziatesi. Ed ecco i cavoli amari, per non dire altro. Eh sì, perché ogni cooperativa versava una quota sociale una tantum di due milioni di vecchie lire, per totali otto milioni. Ma una volta pagato il notaio e vidimati i libri contabili restavano sì e no qualcosa come due milioni, che sarebbero a mala pena bastati per pagare i primi mesi d'affitto della nuova sede in via Battisti 5 a Condino, per altro ancora tutta da arredare. Mancava tutto. Mancavano le scrivanie, i francobolli, il telefono, il computer e la carta. Mi ricordo che la sede era come se non ci fosse: era vuota. Si lavorava da casa, ognuno col proprio pc. Telelavoro allo stato puro, manco fossimo stati profeti, capaci di immaginare in cosa ci saremmo cimentati tre anni dopo. Le sedute del Consiglio di Amministrazione si tenevano di volta in volta nella sede di questa o quella cooperativa associata. E intanto si cominciava a lavorare: il Comune di Cimego ci aveva chiesto di gestire le uscite lungo il Sentiero Etnografico di Rio Caino, che stava muovendo i primi passi e contava circa una trentina di iscrizioni da parte di alcune classi delle suole elementari e medie. Eravamo in tre, allora, tutti a "part-time", nel senso che nessuno era assunto e nessuno aveva alcuna forma di contratto scritto. Si lavorava gratis perché quando si semina bisogna crederci fino in fondo ed era chiaro a tutti che lì si partiva da zero. Eravamo in tre, dicevo. Oltre al sottoscritto c'erano anche altre due ragazze, la prima assunta con un part-time in Provincia a Trento, l'altra impegnata con una piccola supplenza annuale alla scuola media. Io ero per tre giorni a Trento per via del master, gli altri giorni erano dedicati al Consorzio. Era dura, anche se ci si divertiva. Di compensi economici però vietato parlare, salvo i rimborsi delle spese di benzina e telefono. Era dura e i mesi passavano. Le idee camminano sulle gambe della gente, si suole dire. E di persone pronte a dedicarci tempo ne servivano davvero tante. Intanto s'era cominciato a gestire, ereditato dal Gruppo Giusto, il progetto dei Cinque Mesi per la Valle, vale a dire un'insieme di escursioni in pullman o a piedi lungo quelli che oggi chiameremmo nodi ecomuseali. Era e continuava comunque ad essere dura e lo sarebbe stato almeno per un altro anno. Il Consorzio stava per compiere il suo primo anno di vita e il bilancio d'esercizio risultava essere abbastanza commovente con i suoi 20 milioni di valore della produzione e le trecentomilalire di utile. Il Consorzio aveva bisogno di energie ed idee. Nell'arco di pochi mesi accaddero tante piccole cose, una dopo l'altra, che avrebbero poi influito anche in modo pesante sul Consorzio. La prima fu che Tiziano Salvaterra rassegnò le sue dimissioni per mancanza di tempo e al suo posto in Consilio di Amministrazione entrò Dario Festi. La seconda grossa novità fu quando altre tre cooperative divennero socie del Consorzio: le due cooperative sociali Il Bucaneve e Lavori in Corso, assieme alla Cassa Rurale di Darzo e Lodrone. Nel frattempo il consorzio si era accreditato per la gestione dei corsi del Fondo Sociale Europeo ed aveva ottenuto il finanziamento di un primo piccolo corso sulla certificazione di qualità a favore di una propria associata. Il 18 settembre 2001 il sottoscritto rassegnò le proprie dimissioni da presidente del Consiglio di Amministrazione, non tanto per mancanza di tempo quanto piuttosto per potermi dedicare completamente al Consorzio nella gestione degli aspetti operativi, preferendo distinguere questi dagli aspetti politici di cui si sarebbe dovuto occupare il nuovo presidente. Nel frattempo il Consorzio cresceva. Crescevano le attività e ci si preparava a gestire la prima edizione dell'Expo della Valle del Chiese. Crescevano i progetti, sia in ambito turistico che nel settore della formazione. Crescevano pure le cooperative associate: con l'ingresso della Cassa Rurale di Condino e del Consorzio Elettrico di Storo si arrivò a quota nove. Come un fulmine a ciel sereno arrivarono poi le dimissioni da presidente di Dario Festi, che lasciò il testimone a Davide Donati, mentre si univano al Consorzio altre cooperative: la Famiglia Cooperativa di Bondo, la Famiglia Cooperativa Valle del Chiese e la Cassa Rurale Alto Chiese. Molto ci sarebbe da raccontare di quel periodo, specie in termini di ansie, di paure e di speranze, ma quelle ormai fan parte dei nostri privati ricordi e ci apparterranno per sempre, perché certe cose non si dimenticano. Eccoci a parlare della Azioni Innovative e di quel bando di gara europeo vinto in concorrenza con Telecom Italia, per la gestione di un telecentro per tele servizi: Iniziative & Sviluppo arrivò a dare lavoro a tredici persone, di cui dieci donne. In soli due anni il valore della produzione era balzato da 62.711,00 ¬ a 475.402,00 ¬. Nell'autunno 2004, accusando lontananza e differenza di vedute rispetto al consiglio di amministrazione, mi sono licenziato dal Consorzio Cooperativo Iniziative & Sviluppo per impegnarmi professionalmente in una nuova scommessa: Europa s.a.s., l'azienda di servizi di cui sono titolare.