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Quando una lezione diventa un progetto: imparare costruendo, non ascoltando

1 giorno fa
Tempo di lettura: 3 min

Qualche giorno fa ho tenuto una lezione dedicata all'utilizzo dell'intelligenza artificiale in un contesto consulenziale. L'obiettivo iniziale era piuttosto circoscritto: ragionare su come supportare le attività legate a un assessment preliminare per un Sistema di Gestione Ambientale conforme alla ISO 14001.

Come spesso accade nei percorsi più interessanti, però, il vero risultato non era quello che avevamo immaginato all'inizio.

Non siamo partiti da un agente AI. Non siamo partiti da un prompt. Non siamo partiti da uno strumento.

Siamo partiti da un processo di lavoro reale.

La domanda era semplice: come opera concretamente un consulente quando deve accompagnare un'organizzazione verso un percorso strutturato di gestione ambientale?

Da lì abbiamo scomposto il lavoro in attività elementari: raccolta delle informazioni, analisi documentale, interviste, sopralluoghi, verifica delle evidenze, individuazione delle informazioni mancanti e predisposizione di una prima analisi.

A quel punto è emersa una distinzione importante. Un conto sono le dichiarazioni del cliente. Un conto sono le osservazioni del consulente. Un conto ancora sono le evidenze documentali.

Questa separazione, apparentemente banale, è diventata il fondamento di tutto il lavoro successivo.


Durante la lezione abbiamo quindi progettato un primo questionario destinato al cliente, con lo scopo di anticipare la raccolta delle informazioni. Successivamente abbiamo costruito un secondo questionario, pensato per il consulente e utilizzabile durante interviste, visite in campo e verifiche documentali.

Il passaggio successivo è stato trasformare queste informazioni in un repository strutturato. In altre parole: non limitarsi a raccogliere dati, ma organizzarli in modo coerente, tracciabile e riutilizzabile.

Solo dopo aver costruito questo impianto è entrata in gioco l'intelligenza artificiale.

Ed è qui che emerge un aspetto che considero fondamentale nella formazione applicata.

L'intelligenza artificiale non è stata il punto di partenza. È stata una conseguenza del ragionamento.

L'agente progettato durante la lezione non aveva il compito di certificare, verificare conformità o sostituire il consulente. Doveva semplicemente organizzare, classificare, correlare e sintetizzare le informazioni raccolte, producendo una prima bozza di lavoro da sottoporre a revisione umana.

La differenza è sostanziale.

Non stavamo automatizzando il giudizio professionale. Stavamo supportando il processo che porta a formulare quel giudizio.

Ed è proprio in quel momento che il focus della lezione è cambiato.

Ci siamo resi conto che il modello costruito per la ISO 14001 poteva essere applicato anche ad altri contesti: sistemi qualità, sicurezza sul lavoro, NIS2, audit interni, progettazione formativa e molte altre attività consulenziali.

L'apprendimento più interessante non riguardava quindi una norma specifica.

Riguardava un metodo.


Un metodo che può essere sintetizzato in sei passaggi:

  1. Comprendere il processo reale.

  2. Identificare i dati necessari.

  3. Distinguere fonti, ruoli ed evidenze.

  4. Costruire un repository strutturato.

  5. Progettare un agente specializzato.

  6. Mantenere il controllo umano sul risultato finale.

Questo è anche il motivo per cui credo molto nella formazione "learning by doing".

Quando una lezione si limita a spiegare uno strumento, il valore tende a esaurirsi rapidamente. Quando invece si costruisce insieme qualcosa di concreto, il risultato è diverso: restano un metodo, un'esperienza replicabile e competenze che possono essere riutilizzate il giorno dopo nel proprio lavoro.


Alla fine della giornata non avevamo semplicemente imparato a scrivere un prompt.

Avevamo trasformato un problema operativo reale in un modello progettuale replicabile.

Ed è forse questa la domanda più interessante che una lezione dovrebbe lasciare ai partecipanti: stiamo imparando a usare un nuovo strumento o stiamo imparando un nuovo modo di lavorare?

 
 
 

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